Skip to main content

Le sanzioni dal Codice privacy al nuovo Regolamento europeo

Di seguito il breve abstract dell'intervento che ho tenuto a Torino il 22 febbraio u.s.


La relazione affronta un aspetto poco evidenziato nell’ambito del panorama europeo e mondiale, le sanzioni.

Le sanzioni a dispetto della scarsa attenzione che spesso catalizzano sono una leva determinante per il successo o il fallimento del quadro normativo cui fanno riferimento.
La domanda che ci si deve porre è:

quanto è importante la tutela dei dati personali e quanto sono importanti le implicazioni nel quadro di tutela dei diritti del cittadino?

Spesso si è attribuito ad una materia importante come la tutela dei dati personali, un quadro sanzionatorio inefficace o mal commisurato, in quanto eccessivo per i piccoli “titolari del trattamento” e trascurabile per quelli medio-grandi.
Recenti sentenze contro una firm di livello mondiale hanno portato l’aspetto sanzionatorio alla ribalta.
In particolare, l’attenzione è stata catalizzata da due provvedimenti che oserei dire opposti in termini di portata ma che sono, probabilmente, entrambi trascurabili per il destinatario della sanzione stessa.
Il riferimento corre alle sanzioni comminate a Google nel 2012, sia dalla FTC che dall’Autorità norvegese per la protezione dei dati.
Sulla scorta di questo bagaglio di esperienze, come si colloca l’art. 79 del Regolamento europeo concernente la “tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati”, di prossima adozione?

Non appena verranno pubblicati gli Atti del convegno "I sistemi informativi sanitari, tra agenda digitale, cloud e sicurezza", sarà mia cura postare la versione integrale dell'intervento.

Comments

Popular posts from this blog

La privacy è un costo! Occulto?

Sulla risposta che molti addetti ai lavori conoscono bene quando devono convincere riluttanti Responsabili aziendali a mettersi in regola si è interrogato, sul numero di luglio della newsletter Crypto-Gram (la versione italiana curata dall'azienda Communication Valley è disponibile qui ), uno dei guru mondiali dell'IT Security: Bruce Sheiner. Sheiner parte da una constatazione che chi fa questo mestiere per professione non può che condividere: le aziende spendono i propri soldi mal volentieri per adeguarsi alla privacy (sia essa obbligo di legge o esigenza aziendale connessa con altre esigenze) semplicemente perché è costoso e una buona fetta di tale spesa viene assorbita dai meccanismi di conformità e non serve al miglioramento effettivo della privacy di nessuno . Sheiner spiega in modo convincente le ragioni che sottendono a questo modo di vedere la privacy: le entità a cui affidiamo i nostri dati spesso non hanno grandi incentivi per rispettarla. Un esempio su tutti...

Il Garante si pronuncia su telecomunicazioni e profilazione

Dall’attività ispettiva dell’Autorità sono emerse attività di profilazione prive dei presupposti di legge. Nulla di nuovo sotto il cielo, noi consumatori abbiamo sempre saputo che determinate telefonate, magari accompagnate da improvvise interruzioni della comunicazione nel momento in cui chiedevamo l’origine dei dati trattati dall’operatore, sottendevano che i nostri dati subissero trattamenti – non consentiti – anche molto tempo dopo aver cambiato operatore tlc. In parte noi consumatori dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, diciamo la verità è piuttosto raro che un utente eserciti i diritti previsti dall’art. 7, comma 3, lettere b) e c) del codice privacy, ossia: - la richiesta di “cancellazione o trasformazione in forma anonima dei dati trattati in violazione di legge”; - l'attestazione che l’operazione di “cancellazione o trasformazione in forma anonima” sia stata portata a conoscenza, anche per quanto riguarda il contenuto, “di coloro ai quali i dati sono stati comunica...