Skip to main content

I primi 100 giorni del Responsabile della Sicurezza delle Informazioni nel Made in Italy


Il 12 marzo 2013 sarò a Milano al Security Summit per presentare una pubblicazione che è il frutto del lavoro sinergico del mio Studio e di molti partner Oracle, con il coordinamento prezioso della stessa Oracle attraverso l'opera instancabile di un suo brillante manager.

Questo è uno scampolo della pubblicazione che verrà presentata martedì.


Il ventaglio di norme che è richiesto di conoscere al Responsabile della Sicurezza delle Informazioni è in parte oggettivo, in parte subordinato a come è stato definito il ruolo, a livello di diagramma funzionale:


Esistono tuttavia alcune norme che sono a buon titolo annoverabili quale fattor comune.

Il Responsabile della Sicurezza delle Informazioni sa, sin da principio, di doversi destreggiare nell’ambito di problematiche che hanno impatti (almeno potenziali):
  1. giuslavoristici, in relazione ai rapporti con il proprio staff e nell’ambito dell’azienda;
  2. correlati al quadro normativo a tutela dei dati personali.

[...] 

Dal 12 pomeriggio potrete scaricare il documento completo dal sito del Gruppo di lavoro che vi segnalerò.



Comments

Popular posts from this blog

La tirannia del titolare del trattamento

Con il Regolamento UE 2016/679 (“GDPR”) è stata introdotta una normativa che, in realtà, semplifica molti aspetti nel settore, ma che una parte consistente – e non necessariamente autorevole – di coloro che hanno esposizione sui media e sui social, ha voluto battezzare come pietra miliare della privacy, presentandola, peraltro, come contorta e pericolosa in termini sanzionatori. Molti dei tratti caratteristici del GDPR riguardano il metodo; quando, nel corso di una delle mie lezioni,  illustro il Regolamento, sono solito disegnare una linea, sulla quale, ad un dato punto, traccio una tacca: ciò, per spiegare che il GDPR, rispetto alla direttiva e alle relative norme attuative, sposta in avanti il momento del controllo (la tacca, appunto), comunicando a chi lo deve applicare: “implementa la sicurezza dei dati come ritieni opportuno, poi l’Autorità o l’interessato condurranno i propri controlli o eserciteranno i propri diritti”. Ai fini del GDPR non è rilevante se la...

L’uso della biometria per consentire l’accesso h24 alle cassette di sicurezza

  L’Autorità  Garante, con provvedimento del 12 settembre 2012, ha autorizzato una banca di Bolzano (al termine del procedimento di verifica preliminare) ad adottare un sistema di rilevazione dell’impronta digitale in grado di consentire l’accesso ai clienti del servizio “cassette di sicurezza”, a prescindere dalla presenza del personale dell’Istituto di credito (24 hours). Una semplice soluzione ha abbattuto i rischi e gli impatti in termini di tutela dei dati personali (per di più biometrici) dei clienti. Infatti l’impronta digitale (ovvero il codice numerico/template da essa ricavato) non risiede su un database conservato presso l’istituto di credito ma viene registrata, e criptata, nella smartcard in possesso esclusivo del cliente. Naturalmente ciò non esclude la necessità di rispettare alcuni adempimenti, comunque previsti dal quadro normativo vigente, in particolare all’istituto di credito è stato prescritto di: - informare chiaramente i clienti della possibilità...

Provvedimento del Garante riguardo i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

L’uso delle tecnologie ha, ormai, pervaso ogni settore incrementando notevolmente la circolazione dei supporti informatici contenenti dati e informazioni. La superficialità della maggior parte degli utenti pone in serio pericolo la riservatezza delle informazioni, esempio ricorrente è senz’altro il caso del server di una società di carte di credito che è stato rivenduto, “corredato” di tutte le informazioni dei clienti (nomi, indirizzi, coordinate bancarie, …), sul mercato delle tecnologie rigenerate. Il provvedimento del Garante della privacy del 13 ottobre 2008 è stato adottato partendo, come spesso accade, dall’osservazione empirica di un uso disinvolto dei supporti di memorizzazione. Il provvedimento chiarisce, esplicando una funzione didattica, il funzionamento della cancellazione dei dati operata di “default” dal sistema operativo. In effetti la cancellazione elimina i dati dalla nostra vista ma, nella maggior parte dei casi, non ne determina l’eliminazione definitiva. Il...