Skip to main content

Rapporto Annuale (2012) sull'attività dell'Autorità Garante francese


Il 23 aprile scorso è stato presentato il rapport année 2012 CNIL, esso testimonia un’attività crescente (con ben 6017 segnalazioni ricevute) del Garante francese.
Ad agevolare (e forse anche a favorire le persone dalla “segnalazione facile”) le segnalazioni giunte all'Autorità è senz’altro la possibilità (ormai resa disponibile dal 2010) di farlo a mezzo del sito Internet, infatti il 44% di esse viene fatto online.
La questione maggiormente al centro di queste segnalazioni è senza dubbio la presenza “ingiustificata” dei dati del segnalante in un qualche database.
Grande attenzione viene, inoltre, focalizzata (ma è una tendenza risalente già al 2011) sul diritto all’oblio nell’ambito di Internet.

A questo link potete trovare il rapporto annuale 2012 del CNIL, nella sua versione integrale.



Comments

Popular posts from this blog

La tirannia del titolare del trattamento

Con il Regolamento UE 2016/679 (“GDPR”) è stata introdotta una normativa che, in realtà, semplifica molti aspetti nel settore, ma che una parte consistente – e non necessariamente autorevole – di coloro che hanno esposizione sui media e sui social, ha voluto battezzare come pietra miliare della privacy, presentandola, peraltro, come contorta e pericolosa in termini sanzionatori. Molti dei tratti caratteristici del GDPR riguardano il metodo; quando, nel corso di una delle mie lezioni,  illustro il Regolamento, sono solito disegnare una linea, sulla quale, ad un dato punto, traccio una tacca: ciò, per spiegare che il GDPR, rispetto alla direttiva e alle relative norme attuative, sposta in avanti il momento del controllo (la tacca, appunto), comunicando a chi lo deve applicare: “implementa la sicurezza dei dati come ritieni opportuno, poi l’Autorità o l’interessato condurranno i propri controlli o eserciteranno i propri diritti”. Ai fini del GDPR non è rilevante se la...

Trattamento dati personali in un'epidemia, indicazioni per i datori di lavoro

Quello che segue è un estratto della dichiarazione del CEPD del 19 marzo 2020. Comitato europeo per la protezione dei dati - EDPB Estratto della “Dichiarazione sul trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19” Adottata il 19 marzo 2020 [...] 1.2 Nel contesto lavorativo , il trattamento dei dati personali può essere necessario per adempiere un obbligo legale al quale è soggetto il datore di lavoro, per esempio in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro o per il perseguimento di un interesse pubblico come il controllo delle malattie e altre minacce di natura sanitaria. Il RGPD prevede anche deroghe al divieto di trattamento di talune categorie particolari di dati personali, come i dati sanitari, se ciò è necessario per motivi di interesse pubblico rilevante nel settore della sanità pubblica (articolo 9.2, lettera i), sulla base del diritto dell'Unione o nazionale, o laddove vi sia la necessità di proteggere gli interessi vitali del...

Data Breach "istituzionale" nel Regno Unito ... HSCIC chiede il consenso per nulla ...

Un recente provvedimento dell'Information Commissioner's Office ( https://ico.org.uk/ ) ha reso manifesto un timore che da anni serpeggia nel Regno Unito (e non solo) e che è al centro dei confronti tra le associazioni a tutela degli assistiti/pazienti/interessati al trattamento. Dal documento citato, si rileva che il "Garante" britannico è stato interessato di un'anomalia legata alla possibilità che l'assistito esprima il proprio consenso al trattamento dei dati per finalità ulteriori rispetto a quella di cura ... In particolare, nel gennaio 2014, il HSCIC ha offerto ai pazienti la possibilità di esercitare lo opt-out, attraverso la "type 2 objection", scegliendo così se negare o meno l'uso delle proprie informazioni confidenziali per "uses other than direct care" ... Il disservizio alla base dell'incidente è consistito nel non dare corrispondenza tra la scelta proposta al paziente e l'effetto sul trattamento dei d...