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IL BEL 'PAESONE' COSTRINGE IL GARANTE A METTERE DEI PALETTI ALL'ATTIVITA' DI INQUIRY SELVAGGIO IN AMBITO BANCARIO

Scorrendo il provvedimento del 12 maggio (prescrizioni in materia di circolazione delle informazioni in ambito bancario) e le motivazioni che hanno spinto l’Ufficio del Garante ad adottare un simile provvedimento, sembra di ritornare improvvisamente alla prima metà del secolo. Precisamente, sembra di ritornare a quando le rivelazioni degli adolescenti nel segreto del confessionale venivano riferite ai genitori affinchè adottassero le opportune “contromisure” educative. In una delle occasioni oggetto di reclamo al Garante, un cittadino (provvedimento del 28 maggio 2009) ha lamentato l'illecita comunicazione al proprio padre, di informazioni bancarie a sé riferite da parte della filiale di Intesa SanPaolo. Tale comunicazione sarebbe avvenuta a seguito della convocazione del padre dell’interessato presso l'istituto bancario – per il tramite della polizia municipale del comune di residenza –, il quale, "messo a conoscenza di una grave situazione debitoria in capo al figlio, co...

Peppermint 2 ... Logistep SA raccoglie, segretamente, gli IP degli user delle reti p2p

Il caso è nato dal fatto che, su incarico di alcune case discografiche (e non solo) Logistep SA ha iniziato ad acquisire, nell'ambito delle reti p2p, gli indirizzi IP degli user coinvolti nell'attività di file sharing . In seguito alla raccolta di queste informazioni venivano avviati procedimenti penali finalizzati alla conoscenza degli estremi identificativi degli user stessi (in virtù del diritto alla consultazione degli atti) e alla conseguente richiesta di risarcimento in ambito civilistico. Conseguendone l'elusione del segreto delle comunicazioni, applicabile senza eccezioni nel diritto privato, e che può essere sciolto soltanto nell'ambito di un procedimento penale. L'IFPDT (l'Autorità per la protezione dei dati nella Confederazione Elvetica) giudicando questa pratica abusiva, in particolare perché l'utente interessato non è a conoscenza del trattamento di dati personali, come invece esige la legge sulla protezione dei dati, chiede in una raccomandazi...

Google e ... il cavaliere senza macchia

L'ultimo attacco a Google proviene dal sito di tutela dei consumatori consumerwatchdog.org, che posta su youtube (ironia della sorte) il video che produciamo. Il comportamento di Google è, a più riprese, deplorevole, aggressivo e irrispettoso del diritto degli utenti di Internet a mantenere il controllo sulle proprie informazioni. Tuttavia, in un mondo complesso come il nostro sarebbe ingenuo ritenere che qualcuno interpreti la parte del cavaliere senza macchia, per lo meno sembra improbabile che chi si muove non abbia secondi fini o sia mosso da "stimoli" meno nobili di quanto appaia. Inizio a pensare che attaccare Google ( qui l'ultima iniziativa per "riconciliarsi" con i consumatori) sia lo sport del momento come, anni fa, lo è stato attaccare Microsoft.

La realtà è piu spaventosa di come l'avevo dipinta...

Convinto che "la porcheria" dell'emedamento sul telemarketing fosse stata, pur parzialmente e con tutti i dubbi del caso, calmierata dalla presenza del Garante per la protezione dei dati personali nel duplice ruolo di controllore e gestore (anche indiretto!) del registro di opt-out, apprendo, con orrore, di aver preso una clamorosa cantonata. In un recentissimo comunicato ufficiale il Garante chiarisce la sua reale posizione: pur riservandosi di verificarne in concreto il funzionamento, l'Autorità esprime infine dubbi sull'effettiva efficacia del registro, il quale peraltro non verrà, come erroneamente riportato da notizie di stampa, gestito direttamente dal Garante, ma da un ente o organismo diverso, ancora da individuare. Si preannunciano tempi davvero durissimi per tutti. ..

Robinson list

L'articolo sulle telefonate promozionali ( il 20-bis, reperibile qui ) inserito nel ddl. 1784 di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, sulla questione della proroga dei termini di utilizzabilità dei numeri telefonici, è stato approvato dal Senato nella seduta del 4 novembre ed è diventato legge. La notizia, una vera e propria "bomba", è stata subito commentata da Mauro Paissan, membro dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personalI: " Si tratta di un errore. Gli utenti telefonici verranno bombardati di messaggi e si vedranno costretti a iscriversi a un apposito registro per opporsi. Ma questi registri non hanno funzionato in nessun paese dove sono stati istituiti. E comunque molti cittadini, soprattutto gli anziani, troveranno molta difficoltà a manifestare il loro dissenso". Cosa è successo? In pratica un esercito di aziende potrà utilizzare i numeri telefonici (ma anche indirizzi di posta elettronica, fax) per fini promozionali senza richiede...

Adempimenti richiesti dal provvedimento del 27 novemre 2008

Telemarketing, call center e regole disattese

Oggi mi sono imbattuto in questa notizia . I Call center potranno, se passa questo emendamento, contare su un'ulteriore proroga (si veda il comma 6) del famigerato decreto (poi convertito in legge) che a febbraio 2009 concesse l'uso dei dati personali per attività di teleselling fino al dicembre 2009 introducendo questo articolo: "1-bis. I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1º agosto 2005, sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga agli articoli 13 e 23 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1º agosto 2005". Eppure nel marzo del 2009 il Garante, proprio per far fronte a quella cha aveva definito come una “selvaggia aggressione”, aveva promulgato un ulteriore provvedimento sfruttando i poteri riconosciuti alle autorità amministrative...